Camminate meditative

21 Giu 2019

La camminata meditativa è una forma di meditazione in movimento che coinvolge mente, corpo e spirito in cui la respirazione, i passi e l’intenzione vanno in sintonia. È un’attività comune a diverse tradizioni, di tempi e luoghi anche molto distanti tra loro, che unisce l’esercizio fisico a quello spirituale e che, nonostante abbia origini molto antiche, risponde ancora oggi ad un bisogno sempre più insistente di benessere mentale ed emotivo.

Le pratiche più note sono probabilmente quelle che derivano dalla tradizione zen, ma sono molte le culture che, nel corso dei secoli, hanno collegato il cammino alla consapevolezza, alla guarigione e alla purificazione. Dalle passeggiate dei monaci buddisti, circolari, lunghe o sincronizzate, alle “camminate dell’attenzione” degli sciamani toltechi del Messico fino agli stessi pellegrinaggi medievali, le differenti esperienze sono da sempre per molti uomini fonte di pace e tranquillità.

Calmare i pensieri, vincere l’ansia, vivere pienamente il momento presente sono benefici che il camminare meditando condivide con lo yoga, la bioenergetica, le arti marziali, le tecniche di mindfulness e i diversi altri percorsi di crescita personale e può quindi essere un’alternativa valida ed efficace per chi vuole avvicinarsi alla meditazione, in particolare per coloro che non possono o non riescono a stare seduti.

Ci aiuta quindi a portare attenzione al movimento dei nostri piedi e delle nostre gambe, infatti, ci permette di percepire i muscoli, le articolazioni, le frequenze del battito cardiaco in un modo che difficilmente avvertiamo quando siamo impegnati nelle faccende quotidiane. Così facendo possiamo renderci conto delle tensioni che ci tengono costretti, degli atteggiamenti posturali e, di conseguenza, di quelli verso ciò che ci circonda, del rapporto che abbiamo con l’ambiente e con il contesto in cui viviamo.

Poiché il corpo risponde in maniera automatica ai nostri stimoli emotivi e mentali, attraverso di esso, possiamo prendere coscienza di quali messaggi ci stanno inviando e diventare così più sensibili alle loro necessità: ci sentiamo contratti e dobbiamo rilassarci o forse siamo un po’ fiacchi e abbiamo bisogno di energia? 
Come camminiamo nel mondo? Dita all’insù e tallone a terra, in punta di piedi, saltellando?

Camminare meditando, inoltre, rasserena le menti agitate, porta leggerezza ed equilibrio e permette di fare chiarezza riguardo a preoccupazioni, problemi o situazioni da affrontare. Ci aiuta a vivere il “qui ed ora”, senza distrazioni, senza ansie riguardo agli avvenimenti possibili e futuri o turbamenti rispetto a ciò che è passato: ciò che conta è stare nel presente e goderlo a pieno, nella sua intensa semplicità.

Per praticare la camminata meditativa è consigliabile scegliere un luogo tranquillo e silenzioso, possibilmente in mezzo alla natura, indossare abiti e scarpe comodi oppure anche stare a piedi scalzi, se il terreno lo permette. Prima di iniziare naturalmente può essere utile facilitare la concentrazione mettendosi seduti a gambe incrociate (nella classica posizione del Loto) con gli occhi chiusi e le mani appoggiate al petto e all’addome ad ascoltare la respirazione per alcuni minuti. Successivamente ci si può alzare e muovere.

Per riuscire a stare nel momento presente è possibile unire il pollice con l’indice e ripetere una formula, ad alta voce o interiormente, tipo mantra (ad es. “sono libero”, “sento la terra sotto i piedi”, “sono nel qui ed ora”). Inizialmente la passeggiata non deve essere lunga, si può provare per 10 minuti, fare una pausa e poi riprendere per altrettanti. Col tempo tutto diverrà sempre più spontaneo e sempre più salutare.


Liberamente tratto da  Apiediperilmondo
 

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