Il neoliberismo emozionale

14 Nov 2018

Ora è il sociale, la comunicazione, anzi il comportamento stesso a essere sfruttato; le emozioni vengono impiegate come "materia prima" per l'ottimizzazione della comunicazione. Hewlett-Packard si esprime così: «HP è una ditta nella quale si respira uno spirito di comunicazione, un forte spirito di reciprocità, nella quale le persone comunicano, nella quale si va verso gli altri. È un rapporto affettivo».

Nella gestione d'impresa è oggi in corso un cambiamento di paradigma: le emozioni acquistano sempre più significato. Al posto del management razionale subentra il management emotivo. Il manager dei nostri giorni si lascia alle spalle il principio dell'agire razionale e assomiglia sempre più a un trainer motivazionale. La motivazione è connessa all'emozione: esse sono legate dalla mozione. Le emozioni positive sono il fermento della crescita motivazionale.

Le emozioni sono performative nel senso che evocano determinate azioni: come inclinazioni, rappresentano il fondamento energetico e sensoriale dell'azione. Le emozioni sono governate dal sistema limbico, nel quale trovano posto anche gli istinti. Costituiscono quel piano pre-riflessivo, semi-cosciente, corporeo-istintivo dell'azione, del quale spesso non si è propriamente consapevoli.

La psicopolitica neoliberale s'impossessa dell'emozione, così da influenzare le azioni proprio sul piano pre-riflessivo. Attraverso l'emozione, s'insinua in profondità nella persona e rappresenta, di conseguenza, un medium estremamente efficace del controllo psicopolitico dell'individuo.


(Byung-Chul Han, Psicopolitica, Nottetempo)
 

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