I ragazzi di domani

24 Mar 2019

“La (nuova) meglio gioventù”, presenta un ritratto molto confortante dei ragazzi nati nel 2000: secondo una ricerca Eurispes i futuri teenager utilizzeranno al meglio la rete e i social network con maggior criterio e conoscenze più approfondite, rispetto anche ai cosiddetti nativi digitali. Saranno sperimentatori di professione, useranno sempre meno i manuali e cercheranno nello scambio di informazioni in rete le soluzioni ai problemi: saper fare e saper risolvere sono le loro principali competenze.

In Italia entro il 2020 i teenager saranno 3 milioni e 700mila e, paradossalmente, saranno più artigiani dei loro coetanei che li hanno preceduti ma molto più preparati, perché potranno usufruire degli strumenti high tech. E le preoccupazioni dei genitori sul troppo tempo passato dai figli davanti al pc o sul telefonino non avranno più ragione di esistere: per i futuri adolescenti non si tratterà di trovarsi uno spazio separato dalla realtà, come oggi insinuano gli adulti, ma di continuare a vivere nella realtà con altri mezzi.

Per i teen-ager del terzo millennio le parole d’ordine sono mobilità e condivisione.
Saranno ragazzi che conoscono il mondo meglio di tutte le generazioni precedenti, grazie al web, ai canali satellitari e ai viaggi di studio e vacanza; avranno anche imparato che mettere il video di una bravata o un’ubriacatura in rete non li favorirà quando cercheranno un lavoro. Una generazione tutt’altro che disimpegnata: i nati dopo il 2000 saranno anche più impegnati sull’ambiente, pragmatici e attenti ai piccoli gesti quotidiani con molti dubbi etici associati alle nuove tecnologie, dal download illegale di musica e film alla censura online.

Non saranno ideologizzati o idealisti ma generosi, continueranno a fare volontariato, ad essere attivi on line con petizioni on line e gruppi di pressione. Una generazione wiki, insomma, secondo una ricerca dell’autorevole futurologo australiano Mark McCrindle che nel servizio di Focus sostiene: “I ragazzi del 2020 saranno liberali nelle questioni sociali ma conservatori su quelle economiche. Hanno già ben chiaro che saranno loro i padroni del proprio destino e per questo sarà una delle generazioni più imprenditoriali di sempre”..

Liberamente tratto da Focus.it, del 16 gennaio 2013

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