La calunnia uccide

26 Ott 2019

In occasione della lettura della lettura di un brano dagli Atti degli Apostoli in cui Luca racconta della creazione dei diaconi nella Chiesa e descrive la figura di Stefano, il primo martire cristiano, il Papa affronta il tema della "zizzania", la mormorazione, il chiacchiericcio.

All'epoca la comunità cristiana era formata da giudei e da greci, cioè non ebrei, con sensibilità diverse, perciò cominciano ad insorgere i primi problemi. I greci soprattutto mormorano per la disattenzione della comunità nei confronti delle loro vedove”. Gli Apostoli allora si riuniscono e cercano insieme delle soluzioni.

Tra i sette ‘diaconi’ Stefano però resta quello contro cui si manifestano le resistenze più ostinate. Contro di lui gli avversari “scelgono la soluzione più meschina per annientare un essere umano: la calunnia o falsa testimonianza”. E il Papa aggiunge: “E noi sappiamo che la calunnia uccide. Sempre”. Poi prosegue:
Questo “cancro diabolico”, che nasce dalla volontà di distruggere la reputazione di una persona, aggredisce anche il resto del corpo ecclesiale e lo danneggia gravemente quando, per meschini interessi o per coprire le proprie inadempienze, ci si coalizza per infangare qualcuno.

Stefano viene accusato da falsi testimoni e la rilettura che egli fa davanti al Sinedrio “della storia sacra centrata in Cristo”, della Pasqua di Gesù morto e risorto come “la chiave di tutta la storia dell’alleanza”, e dunque la sua denuncia coraggiosa “di ipocrisia con cui sono stati trattati i profeti e Cristo stesso”, scatena una reazione violenta che arriva fino alla lapidazione.

Egli però rimette la sua vita nelle mani del Signore e perdona i suoi nemici.


Liberamente tratto da TgVaticano.it, del 25 settembre 2019

 

Immagini