Una bellissima testimonianza di guarigione - Bioenergetica - Pranoterapia

21 Nov 2017

Ancora adesso, nonostante lavorino senza clamore e nell’ombra, colleghe e colleghi operanti con il tocco pranico, instaurano contatti bioenergetici e umanistici con persone determinate ad evocare dal proprio potenziale una rinnovata energia di salute. Di uno di questi intensi incontri parla l’intervista ad Adele Minieri, già allieva del corso dell’Accademia. (M. P.)
 
Come ha scoperto la pranoterapia?
Da bambina e poi da ragazza, quando facevo un massaggio o toccavo una persona questa dopo poco stava meglio. Non sapevo dare una definizione a cosa facevo, era tutto molto spontaneo. Persone intorno a me avevano pareri diversi in merito e questo contribuiva a creare troppa confusione. Tanto che non sapevo più chi ero. Crescendo ho sentito la necessità di capire e trovare finalmente me stessa.
 
Come è arrivata alla scuola del Dott. Mario Papadia?
Quando ho capito che dovevo frequentare una scuola per comprendere ed approfondire quello che facevo, ho iniziato un percorso formativo che però quasi subito ho abbandonato. Sentivo dentro di me che non era quello giusto. Mi sono informata meglio, ho cercato su internet e sono andata a conoscere il Dott. Papadia presso la sua scuola, l’Accademia della Riprogrammazione. Da lì mi sono iscritta al corso triennale di Counseling della Riprogrammazione Bioenergetica ed ho cominciato ad avere le conferme di cui avevo bisogno. Quello che facevo sin da bambina era pranoterapia.
 
Ci può raccontare del suo percorso di studi presso l’Accademia della Riprogrammazione?
All’inizio sono stata ovviamente inondata d’informazioni e cose nuove da imparare. Bisogna pensare che non avevo mai ricevuto una formazione specifica. Svolgevo un lavoro completamente diverso, avevo un quotidiano fatto di casa, famiglia e un figlio da crescere. Poi però man mano, grazie alla pazienza e agli insegnamenti del Dott. Papadia, mi sono ambientata e seguendo le lezioni ho trovato tutto ciò di cui avevo bisogno. Sono finalmente riuscita a capire cosa mi succedeva e ho potuto mettere in atto chi ero veramente. Questo mi ha dato fiducia, gioia, forza e intense emozioni. Non ero più quella persona ignorante, che non sapeva. E’ stata la riscoperta del mio corpo, un accettare questa parte di me e le sue sensazioni. All’inizio ero timida, stavo spesso in silenzio, ma frequentando la scuola sono diventata più sicura ed ho ottenuto ottimi risultati. Il Dott. Mario Papadia, poi, è un ottimo maestro, non lascia indietro nessuno ed ha una saggezza non comune. I suoi insegnamenti ormai fanno parte di me.
 
In che modo oggi mette in pratica quello che ha imparato?
Aiutando le persone che ne hanno bisogno attraverso la pratica della pranoterapia. Oggi non sono più sola, com’ero da bambina, so quello che devo fare, come e perché. L’ho studiato. Ovviamente bisogna continuare a coltivare la professionalità anche dopo il triennio formativo. Man mano che si mettono in atto gli insegnamenti appresi, si migliora sempre di più. Poi si continua studiando autonomamente e perfezionando le proprie conoscenze.
 
Come si svolge una seduta di pranoterapia?
Seguo la modalità che mi è stata insegnata, di colloquio e indagine del problema. Aiuto il cliente a mettersi a proprio agio e raccontarsi. Solo se accetta di essere trattato proseguo facendolo stendere sul lettino, aiutandolo a raggiungere uno stato di rilassamento. Infine inizio il trattamento vero e proprio. Lavoro sul corpo, sulla mente e sullo spirito della persona. Riesco a sentire dov’è carente di energia e questo può anche esulare dal problema che mi ha sottoposto. Posso sentire le vibrazioni di un organo, piuttosto che quelle di un osso o della circolazione del sangue. Allora procedo come accarezzandoli con l’energia, per poi andare a trattare il punto esatto del dolore. Bisogna stare attenti, far agire l’energia con dolcezza, in modo sottile. Sento ad esempio quando un problema è ostinato e non se ne vuole andare o quando bisogna agire su più punti. Ci vuole più tempo, bisogna essere pazienti. Valuto le priorità e tratto il cliente in diverse sedute. Durante le sedute posso sentire anche degli odori e provare io stessa delle sensazioni particolari. Allo stesso modo quando percepisco che c’è qualcosa di più serio invito il cliente a fare degli accertamenti medici, per esempio un prelievo del sangue. E magari a rifarli anche dopo una serie di trattamenti. In modo da avere conferme che tutto procede per il meglio. Queste ovviamente danno coraggio e stimolo anche a me che sto facendo bene. Infine durante quello che per me è più di un lavoro, riesco a diventare tutt’uno con i clienti e abitualmente loro mi danno lo stesso tipo di riscontro. Quando finisco la seduta si sentono decisamente meglio.
 
I casi che ha seguito sono molti, alcuni davvero commoventi, a riprova della professionalità e sensibilità del suo operato. L’ultimo in ordine di tempo però ha assunto una particolare rilevanza. Ce ne parla?
Sì ho seguito una donna a cui era stato diagnosticato un tumore al polmone, assistita amorevolmente dal figlio, colui che poi mi ha ringraziato ufficialmente con una bellissima lettera. Pensare che all’inizio abbiamo avuto diverse difficoltà, perché non erano certi di voler procedere con la pranoterapia. Ma una volta superate le prime incertezze, ho accompagnato la signora attraverso tutte le fasi della malattia. E’ stato un percorso lungo e complesso. Un paio di volte è venuta da me ma la maggior parte dei trattamenti li abbiamo fatti in ospedale. E’ stata una lotta continua. Ricordo che mentre era ricoverata, la signora ebbe dei dolori fortissimi allo stomaco e i medici non riuscivano a capirne la causa. Il figlio mi chiamò e trattandola le drenai l’acqua, poi il dolore cessò. Quando dagli accertamenti medici abbiamo iniziato a ricevere risultati positivi è stata una gioia immensa. Lì, io stessa, mi sono fatta ancora più coraggio. Gli specialisti l’avevano data per morta ma a un anno dalla diagnosi la signora sta meglio. Ora, naturalmente, continua a seguire delle prescrizioni mediche, perché con queste cose bisogna stare attenti e contemporaneamente viene da me per i trattamenti di pranoterapia.
 
Questo suo intervento è stato molto efficace. Nel frattempo quale è stato il rapporto del suo cliente con la cura medica?
Come avevo detto prima, io esorto sempre le persone a consultarsi con i loro medici e a non abbandonare le loro cure. Anzi. Il mio lavoro è quello di muovere le energie profonde e di stimolarle perché esse favoriscono la guarigione.
 
 
Alcune parole anche dal testimone, che per motivi di privacy lasciamo anonimo.
 
Cosa sapevate (lei e sua madre) della pranoterapia prima che questo percorso iniziasse?
Praticamente nulla, o quasi.
 
Come siete arrivati proprio ad Adele e come stato inizialmente il percorso con lei?
La signora Adele Minieri è un’amica di mia madre, a cui abbiamo chiesto aiuto non appena scoperta la malattia. Non conoscendo la pranoterapia, ma conoscendo il percorso che aveva fatto la signora, nonché le sue capacità, ci siamo affidati per l'inizio di trattamenti veri e propri da integrare alla terapia protocollare. Sin dall'inizio i risultati e il benessere di mia madre sono emersi in maniera repentina, quasi a stupirci di come ciò fosse possibile.
 
Immagino che i trattamenti successivi alle prime chemio siano stati diversi. Potete raccontarci?
Adele ha mantenuto il suo standard di trattamento indipendentemente dalla terapia protocollare che stava seguendo mia madre. Io credo che una persona di 79 anni che è riuscita a superare due linee di chemioterapie intervallate da 30 sedute di radioterapia più ipertermia oncologica, senza la minima interruzione e alterazione delle analisi del sangue qualcosa vorrà pur dire.
 
Che tipo di sensazioni fisiche/emotive le davano? Notava differenze fra prima della seduta e dopo?
Molto calore, sensazione di benessere, aumento della salivazione. Senza dubbio c'era una forte differenza tra il prima e dopo, soprattutto nel primo periodo in cui la metastasi alla spalla provocava dolore. Dopo il trattamento il dolore spariva di volta in volta.
 
Qual era il parere invece dei medici che seguivano sua madre, a proposito di questo percorso parallelo?
Nessun parere. Ho agito di mia sponte. Ho coordinato le terapie per un obiettivo in cui credevo solo io e la signora Adele.
 
Ci racconta del momento più felice di questo percorso?
Quando ho ritirato la pet-tac e il tumore era regredito completamente. In ogni caso stiamo proseguendo la terapia come scopo preventivo e di mantenimento.
 
Ad oggi quali sono le condizioni di salute di sua madre? E che tipo di trattamento state portando avanti?
Le condizioni sono buone, sta seguendo una terapia di mantenimento ovvero chemioterapia ad uso orale, integratori alimentari, ipertermia oncologica e pranoterapia. Con il tumore non si può abbassare la guardia.
 
Dopo questa esperienza consigliereste un percorso di pranoterapia?
Onestamente non lo so, io consiglierei la signora Adele!


Interviste realizzate e redatte da Sara De Deo
 

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