Home   |  
  |   Mappa del Sito

Chi è Pranoterapeuta

UN APPROFONDIMENTO

LA PRANOTERAPIA SU "STRISCIA LA NOTIZIA"

Nell’osservare il servizio sulla pranoterapia da “Striscia la notizia” messo recentemente in rete su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=Tpp4lt0FhTU) il rischio immediato è quello di “prendersela” come un’offesa personale. La critica è un diritto, anche se esercitata in modo derisorio. Il tono dissacrante e drastico, tipico di questa trasmissione, fa divertire finché non se ne diventa oggetto, come ho potuto constatare con altre persone, ed ha l’intento di colpire l’amor proprio e di atteggiarsi a vendicatore solitario. Sarebbe un errore cadere in questa trappola e fare il suo gioco.
Il servizio, comunque, non dovrebbe toccare, di per sé, coloro che hanno frequentato il corso di Pranoterapia Psicosomatica dell’Accademia in cui non si è mai affermato essere la mummificazione della carne o la foto kirlian una verifica d’ingresso al corso stesso e che ha sempre criticato l’uso di quest’ultima come strumento di certificazione di un potere guaritore.
In ogni caso, la risposta più opportuna, a mio parere, sta nel guardare al merito del servizio stesso, alla sua metodologia, ai suoi contenuti. Andiamo quindi con ordine.
Nella prima scena si presentano due fettine di fegato esposte all’aria che, prescindendo dalla buffonata del cane che prana, si “mummificano” ambedue nello stesso tempo. In realtà questo processo dovrebbe essere definito di “stagionatura” per essiccazione. Non potrebbe essere altrimenti; perciò sulla nostra tavola ci sono prosciutti, speak, ecc. Ma non è questo esattamente il procedimento della prova di “mummificazione” compiuta con le mani umane (e non canine). Si prendono due reperti di carne, o fegato, o altra coppia di materiali organici, uno solo è trattatato e quotidianamente per un certo tempo, mentre l’altro viene lasciato senza trattamento e manipolazione. La prova consiste nella differenza di tempo di stagionatura dei reperti e talvolta anche nella consistenza del prodotto finale; e nel fatto che il reperto trattato non passa attraverso una fase di puzza mentre il secondo è probabile che sì. Ciò che si vede nel servizio di “Striscia la notizia” può essere stato ottenuto in qualsiasi modo, secondo le esigenze del ritmo televisivo, e quindi probabilmente nel giro di un’ora, con il fono o in qualsiasi altro modo, con una costruzione apposita così come solo un ingenuo potrebbe credere che il cane si tappa le narici per la puzza della carne (che oltretutto, per la stagionatura non dovrebbe puzzare).
Seconda scena: l’AMY University e due pranoterapeuti o chi per loro certificano la “mummificazione” precedente come test valido d’ingresso al corso di pranoterapia in quanto chi “mummifica” ha le doti di guaritore. Quale dimostrazione migliore che questo test di capacità guaritrici non ha alcun valore e che il fenomeno può essere causato da chiunque? È qui che i pranoterapeuti si danneggiano da soli. Ma come si fa a certificare le persone senza almeno averle viste in faccia e ascoltato il loro curriculum esperienziale?
Lo stesso si può dire della terza scena, quella in cui un “esperto del CICAP” (di cui non sono dichiarati né il nome né la qualifica professionale e che potrebbe essere anche il portiere del palazzo di Mediaset) critica l’uso improprio della famosa macchina kirlian. Tuttavia anche se fosse il portiere suddetto convengo totalmente con l’inutilità di questo strumento che al massimo può certificare una condizione vitale e non altro. A proposito dell’immagine in cui appare la chiave inglese circondata da “aura” (termine nel nostro Corso rimpiazzato da quello di “campo”), forse è legittimo affermare che tale “aura” potrebbe essere rimasuglio della manipolazione  umana della chiave stessa prima della foto. Dal che si evince che qualsiasi dimostrazione o falsificazione richiede ben altri ritmi, spiegazioni e procedure.
Ultima scena, francamente esilarante. Il suddetto “esperto del CICAP” presenta ad un pranoterapeuta una serie di fettinelle “mummificate” e gli chiede di distinguere quelle ridotte in tale condizione con la pranoterapia e quali con l’essiccazione. E lo sciocco accetta (a meno che lui stesso non si sia candidato a simile prova, la qual cosa lo fa ritenere stupido), ovviamente fallendo per la più banale delle ragioni: quando una persona è guarita e non si conosce la sua storia, come si fa sapere se è guarita per un miracolo, per le cure farmacologiche, per una psicoterapia o per magia (considerato che ne esista la possibilità)?
In conclusione: anche questo spiacevole filmato è una buona occasione per accettare la necessità del confronto critico e di mettersi in marcia sulla strada della sperimentazione.

Roma 19/05/2010

 

CHI E' IL PRANOTERAPEUTA

Molte ricerche sono state fatte per dimostrare l'esistenza dell'energia pranica, ma poco si conosce sull'entità del pranoterapeuta. Abbiamo perciò condotto una ricerca sistematica sui pranoterapeuti che frequentano i corsi di formazione.
L'ipotesi del progetto di ricerca si prefiggeva di indagare le personalità, le motivazioni, le energie, i tratti psicologici ed umani, nonchè le storie di coloro che scelgono di esercitare la professione, seguendo corsi dì formazione di durata biennale o triennale.
Si pensò di poter individuare, nell'ambito della ricerca, una parte che costituita di dati quantificabili e sottoponibili ad una elaborazione di tipo statistico con l'ausilio di una macchina informatica. Come strumenti di indagine si sono utilizzati dei profili di identità, opportunamente creati, sulla base di questionari e test da somministrare agli allievi. Sono stati individuati tre profili essenziali; un primo psicologico/caratteriale, un secondo energetico/umanistico, ed un terzo, ovvio, anagrafico.

Il profilo psicologico/caratteriale definisce la struttura familiare, il ricordo dell'infanzia, dell'adolescenza, della età adulta; il lavoro, il tipo e se è gratificante; la socialità,il carattere introverso od estroverso; il rapporto con gli altri e con le strutture pubbliche; la sessualità ed il rapporto con l'altro sesso. In questo profilo abbiamo inserito due test di controllo e cioè il test dell'albero ed il test della figura umana per evidenziare le contraddizioni che inevitabilmente emergono tra il conscio e l'inconscio. Questi due test proiettivi, molto semplici ci dicono la situazione inconscia della persona e l'interscambio esistente con la realtà.

Il profilo energetico/umanistico definisce la quantità e la qualità dell'energia, nonchè il rapporto che ognuno ha con il proprio prana e che concezione ha di esso. Per evidenziare le qualità energetiche della persona abbiamo inserito un'anamnesi energetica che evidenzi quei fatti che hanno segnato la scoperta del prana e l'età in cui si sono verificati. Abbiamo introdotto una distinzione fondamentale sul tipo di energia che la persona crede di possedere; cioè organica, psichica e sottile. Accanto a questa distinzione ci è parso utile sapere quale fosse l’origine della malattia. Abbiamo poi saggiato il grado evolutivo con alcune domande più strettamente professionali. Il profilo anagrafico ci è servito come griglia indispensabile per tutte le correlazioni con i primi due.

Risultati statistici

La prima risposta che prendiamo in considerazione è l'età dei nostri pranoterapeuti. Abbiamo diviso in fasce di 20 anni i dati avuti per comodità di interpretazione: 26 persone hanno meno di 40 anni, cioè il 40%; 34 persone hanno meno di 60 anni, cioè il 52% e 5 persone sono oltre i 60 anni cioè l’8%. Come si vede più della metà delle persone intervistate hanno oltre 40 anni il che dimostra che il nostro pranoterapeuta è una persona che ha già fatto un cammino di vita.
Per quanto riguarda il sesso abbiamo 24 maschi e 41 femmine con percentuali del 37% e 63%.

Per quanto riguarda la residenza attuale abbiamo diviso in tre zone geografiche l'Italia e cioè: al nord risiedono 6 persone con percentuale del 9%; al centro 47 persone per una percentuale del 73%; al sud risiedono 12 persone per una percentuale del 18%. Come si vede il fatto che l'istituto si trovi a Roma non preclude in alcun modo lo svolgimento delle attività professionali nelle proprie città, anche se più del 55% risiede a Roma.

Per quanto riguarda il titolo di studio 4 persone hanno la licenza elementare, 10 persone hanno la licenza media, 4 persone hanno diplomi professionali, 37 persone hanno diplomi delle medie superiori, 1 persona ha un diploma triennale di laurea e 9 persone hanno il dottorato di laurea. Più del 70% delle persone ha conseguito il diploma delle medie superiori.
Lo stato civile può essere sintetizzato il 50% delle persone sono sposate e l'altro 50% è suddiviso tra celibi, nubili, divorziati, separati, vedovi e conviventi.

Il profilo psicologico/caratteriale. Alla domanda di indicare quale aggettivo meglio definisce la propria infanzia il 24% ha risposto traumatica; il 19% triste; il 29% normale; il 19% serena e 1,8% gioiosa. Il 44% delle persone hanno avuto una infanzia con dei traumi abbastanza profondi e sembrerebbe che il pranoterapeuta sia una persona che ha fatto del proprio passato una base su cui lavorare per se stesso e per gli altri.
Alla stessa domanda per l'adolescenza si sono avute le seguenti risposte: l’11% ha risposto angoscia; il 68% conflittuale; il 12% normale; il 7% spensierata e il 2% entusiasmante. Come si vede qui con maggior enfasi ben il 78% delle persone non ha vissuto bene la propria adolescenza.
Alla stessa domanda per l’età adulta si sono avute queste risposte: il 3% ha risposto deprimente; il 35% faticosa; il 3% normale; il 25% realizzante e il 34% creativa. Un 38% ritiene la propria vita attuale ancora troppo legata al passato mentre sembrerebbe che il 59% abbia superato tutti gli ostacoli che si erano frapposti nell'infanzia e nell'adolescenza. Alla domanda su quale lavoro si svolga attualmente, le risposte sono state cosi formulate: il 25% lavora a tempo pieno come pranoterapeuta; il 25% come impiegato; il 6% in comparti naturalistici come erborista, massaggiatore; il 13% come artigiano; il 10% come docente; il 5% come bancario; il 13% come imprenditore e il 3% è disoccupato. Alla domanda se il lavoro gratifichi il 64% ha risposto sì ed il 36% no.
Alla domanda se ti ritieni di carattere introverso o estroverso, hanno risposto introverso il 56% delle persone ed estroverso rimanente 44%.
Alla domanda se ti identifichi con il tuo corpo, hanno risposto sì il 67% delle persone e no il 33%. Su questo dato negativo bisogna fare molta attenzione. Il pranoterapeuta è un operatore di cura e di guarigione e perciò non è plausibile che un pranoterapeuta su tre non si identifichi con il proprio corpo perchè significa non essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda del proprio essere e quindi non poterlo essere nemmeno con gli altri.
Alla domanda sul rapporto con gli altri il 15% ha risposto difensivo, il 45% distaccato, il 60% cordiale ed il 20% coinvolto.
Alla domanda che sul rapporto con le strutture l'8% è rassegnato; il 22% è conflittuale; il 33% è alterno; il 17% è sereno ed il 20% è attivo. Più del 60% ha con le strutture dei rapporti non proprio idilliaci.
Alla domanda che rapporto con l'altro sesso, il 5% ha risposto frustrante; il 9% di disagio; il 20% normale; il 30% gradevole ed il 36% armonico. Il 66% delle persone sembrerebbe aver raggiunto lo stato ottimale di vita con l'altro sesso.

Il profilo energetico/umanistico. Alla domanda di indicare a quali eventi si attribuisca la scoperta del prana, le risposte sono state: il 23% malattia mia; il 12% malattia altrui; 1,8% trasmissione parentale; il 28% incontro con un'altra persona; il 12% per caso ed il 17% per altre cause.
Alla domanda a che età si è verificato tale evento abbiamo avuto le seguenti risposte: il 2% nell'età infantile; l’8% nell'adolescenza; il 14% nella giovinezza ed il 76% nell'età adulta. Come si vede la scoperta del prana avviene per la stragrande maggioranza dopo i 28 anni di età.
Alla domanda a che livello operi l’energia pranica le risposte sono state: il 3% crede che operi soltanto a livello fisico-organico; l’11% anche a livello psichico e l'86% anche a livello spirituale.
Alla domanda sull'origine delle malattie hanno così risposto: il 17% dagli affetti; il 10% processo di rinascita; il 3% cause professionali; il 3% cause sociali; il 2% destino; il 2% diabolica ed il 63% disarmonia.
Alla domanda di indica tre dei seguenti strumenti che si ritengono necessari per l'esercizio della pranoterapia, si sono avute le risposte: il 54% ritiene che l'intuizione sia lo strumento principale del bagaglio pranoterapico; il 41% il carisma; con il 37% la tecnica; con il 31% l'istinto; con il 15% la teoria ed infine con il 4% il dominio sull’altro.
Alla domanda se pranoterapeuti si nasce o si diventa, cosi sono state le risposte; il 62% ha risposto si nasce ed il 38% si diventa. Va notata la sostanziale differenza rispetto all’indicazione sull'età in cui si scopre di possedere l'energia pranica.
Alla domanda se si pensa che sia giusto che un pranoterapeuta venga retribuito, le risposte sono state le seguenti: il 97% opta per il sì ed il 3% per il no. L’indicazione del valore economico da attribuirgli, le risposte sono state le seguenti: il 7% crede che la prestazione debba avere un valore economico basso; il 22% medio-basso; il 49% medio; il 17% discreto ed infine il 5% elevato. Le risposte sono equamente distribuite con una leggera preferenza verso il basso.
Sulla collaborazione tra medico e pranoterapeuta: il 2% la ritiene impossibile; il 2% inutile; il 37% auspicabile; il 31% necessaria; il 28% indispensabile.
Sull’incidenza psicologica nell’operatore del successo del trattamento pranoterapico: l’1% ha risposto niente; il 2% poco; il 43% abbastanza; il 37% molto ed il 17% moltissimo. Come si vede più della metà ha risposto che senza il successo terapeutico perde fiducia in sé stessi.
Sulla gestione del rapporto pranoterapico: il 2% si lascia indirizzare dal paziente; il 71% ha un rapporto empatico ma autodeterminato, il 27% decide in totale autonomia come intervenire.

Alcune considerazioni

Dobbiamo innanzitutto dire che il nostro pranoterapeuta è soprattutto una persona con età superiore ai 40 anni, i due terzi femmine, vivono soprattutto nel Centroitalia, hanno un titolo di studio medio elevato, la metà sono sposati e l'altra tra le varie situazioni che la società e la vita ci permette, hanno avuto un'infanzia tra il triste ed il traumatico, un'adolescenza soprattutto conflittuale, ed un'età adulta tra il faticoso ed il realizzante-creativo, svolgono attualmente un lavoro di pranoterapeuta o di impiegati, sono gratificati dal loro lavoro.
Fin qui i dati anagrafici e di riconoscimento, ora vediamo quelli più psicologici e di rapporto. Il pranoterapeuta è soprattutto introverso, si identifica con il proprio corpo, è cordiale con gli altri, con le strutture esterne ha un rapporto tra il conflituale e l'alterno, il rapporto con l'altro sesso è tra il gradevole e l'armonico.
L'evento che ha dato il via alla sua professione è l'incontro con un'altra persona o per malattia propria, l'età in cui si è verificato tale evento è soprattutto nell'età adulta. Credono che: l'energia prana operi a livello spirituale, sia soprattutto sottile, l'origine della malattia sia da ricercare nella disarmonia energetica della persona. Per esercitare ritengono necessario avere intuizione e carisma, che pranoterapeuti si nasce, è giusto essere retribuiti, e il valore di questa retribuzione è medio.

 

 



FAIP