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La Riprogrammazione bioenergetica

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Empatia pranica

L'adeguamento empatico consiste in una variazione dell’attività bioelettrica non solo del cervello (che in genere entra in una condizione di onde "alfa") ma di tutte le funzioni vitali proprio del corpo dell'operatore.

Qualcosa di simile (anche se non in una condizione di risonanza con altri) avviene quando una persona si pone in rilassamento: questo si manifesta nel ritmo cardiaco, nella distensione viscerale collegata con il sistema simpatico, in una condizione psicofisiologica governata dalla prevalenza della regolazione serotoninergica, nel rilasciamento muscolare, nel ritmo calmo e regolare del respiro. Di conseguenza lo stesso effetto si manifesterà a livello delle mani sia per la loro notevole innervazione sia per il loro collegamento con le aree sensomotorie del cervello sia, infine, per il rilevante uso simbolico e comunicativo che ne facciamo.

Quanto detto finora non basta a comprendere dal punto di vista umanistico il tocco pranico. L'atto di esprimere altruismo ed empatia con l'imposizione delle mani si presenta come una struttura antropologica, una relazione totalmente a sé stante fra due persone, con una legge propria. L'imposizione delle mani non è solo un fatto epiteliale né solo un fenomeno del cervello, ma anzitutto una situazione umana, primaria, che risponde alla domanda biologica, dettata da una condizione di stress della persona richiedente, con un gesto rassicurante e quindi biologicamente efficace. È una situazione olistica in cui si verifica l’abbandono del proprio essere ad un contatto estremamente leggero e non invasivo, e simbolo di quella comunicazione immateriale con cui sentiamo gli altri e ci facciamo sentire dagli altri.

Questi concetti trovano un ostacolo nella mentalità materialistica a cui siamo abituati. Partendo dai presupposti meccanicistici, dall'imposizione delle mani ci si aspetta esclusivamente l'emissione di «qualcosa» di materiale, l'unico elemento determinante nel comprendere l'effetto bioenergetico. Ma la materia non è una realtà assoluta, nemmeno per la fisica.


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